Dal primo momento in cui ho conosciuto quel luogo che tutti chiamavano “Oratorio Salesiano Michele Rua” ho capito immediatamente che era proprio questo quello che mancava nella mia vita: una seconda famiglia!

 

Non posso parlare di storie chissà quanto datate, poiché altro non sono che uno dei giovani che vive l’attuale quotidianità dell’oratorio, ma di sicuro non dimenticherò mai alcuni momenti che ho condiviso con questa speciale famiglia salesiana che mi ha accolto fin da piccolissimo a braccia aperte.

Ancora ricordo quando iniziai Estate ragazzi, con decine di pullman che partivano quando Asti Lido era la meta del giorno, oppure quando verso la quinta settimana, ci si ritrovava tutti insieme e vestiti di bianco per fare i balletti con le animatrici la sera della festa “finale” dell’Estate ragazzi.

Ricordo bene tutte le volte che Don Jacek mi salutava casualmente in cortile di tanto in tanto e di quando, nonostante vari impegni, Don Marco trovasse sempre tempo per le confessioni, per le benedizioni delle case e per rendersi scherzoso con chiunque avesse vicino.

Però, quello che porterò sempre nel mio cuore sarà l’esperienza che ho fatto nel 2020 grazie al gruppo di Estadò. Essendo in quel momento un’idea pressoché rivoluzionaria nell’ambito dell’estate ragazzi/inizio percorso formativo, pensare che sarebbe diventata la mia prima pietra nel mondo dell’animazione l’ha reso qualcosa di straordinario e senza precedenti.

Riprendendo le storie di varie figure come Beata Chiara Luce Badano e Beato Carlo Acutis, siamo andati passo per passo a scoprire molto di più su noi stessi e su come siamo collegati molto da vicino agli altri e al mondo a noi circostante senza nemmeno accorgercene. Che sia perché ormai tra i blog, i social e i media in generale tutto è a noi vicino, oppure semplicemente perché una parola “bella” e toccante, se detta a qualcun altro, può indurlo a condividerla con altre persone ancora (un po’ con il metodo passa-parola).

Fatto sta che in due splendide settimane ho passato con cari amici, fratelli e compagni sia momenti seri che momenti aperti al divertimento, allo svago e alla scoperta di posti unici che, se visti con qualcuno al tuo fianco, diventano subito indimenticabili (come la Sacra di San Michele, la basilica di Superga, dei parchi avventura, il fiume Po su una canoa e anche il multietnico e sempre pieno di vita Parco Dora).

Che sia stato per una battuta, per un viaggio condiviso, per un gioco fatto insieme, per una canzone cantata a squarciagola o per una semplice condivisione di pensieri, posso perfettamente dire che anche in un periodo di tristezza, paura e problemi comuni causati dal Covid-19, il Michele Rua c’era e mi ha permesso di vivere uno dei momenti più belli della mia vita!

Per concludere cito quindi una frase speciale di Beato Pier Giorgio Frassati che, come molti altri, ho fatto mia e vorrei che potesse trovare casa nei cuori di chiunque la legga: “Vivere, non vivacchiare”